L’energia invisibile negli alimenti

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È una gioia per me introdurre un libro che inizia parlando di filosofia, perché anche la mia professione di medico si è sempre fondata sulle “leggi del destino”. L’interpretazione della malattia come simbolo si basa su questo e, secondo i principi della psicosomatica, antepone l’anima al corpo ma attribuisce grande importanza a quest’ultimo e al suo nutrimento con “peace-food” vegetariano e di alto valore energetico.
La medicina ha dato un modesto contributo al campo della nutrizione (per fortuna, dato che la maggior parte delle idee sostenute erano false e miopi) considerando solo gli aspetti materiali legati al potere calorico. La medicina convenzionale non è in grado di cogliere la qualità e di distinguere tra cibi biologici e cibi non bio. Anche l’approccio vegano non è del tutto coerente, poiché la farina bianca e lo zucchero sono vegani ma non sono salutari.
Chi non capisce cos’è la qualità non capisce neanche cos’è la freschezza. Entrambe, però, sono fondamentali per un’alimentazione sana, come appare chiaro alla luce del “segreto dell’energia vitale”: nell’informazione energetica e nell’ordine contenuti negli alimenti (entrambi strettamente legati alla luce memorizzata) è custodito il segreto di una vita lunga e sana; entrambi si possono gustare, ma non definire scientificamente.
Questo libro compie un grande passo avanti, perché rende la qualità visibile e mostra in maniera straordinaria l’ordine
memorizzato nel cibo. Gli alimenti biologici si distinguono chiaramente da quelli industriali. Anche il premio Nobel per la fisica Erwin Schrödinger considera la luce memorizzata negli alimenti un decisivo fattore di ordine.

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Il metodo cristallografico qui presentato svela l’ordine intrinseco degli alimenti biologici in immagini bellissime ed eloquenti.

Secondo il premio Nobel Ilya Prigogine, per la nostra vita e il nostro armonioso sviluppo abbiamo bisogno di introdurre costantemente ordine.
Già i ricercatori antroposofici avevano cercato di definire la qualità attraverso l’utilizzo di “quadri di ascendenza” e cristallizzazioni sensibili con cloruro di rame.

Il metodo del laboratorio svizzero di Soyana si ispira ad antichi procedimenti spagirici e rende visibile a tutti la qualità degli alimenti, permettendo di cogliere al primo sguardo le abissali differenze tra le verdure biologiche e quelle non bio. Anche i bambini piccoli sono in grado di riconoscere subito la bellezza delle immagini di vegetali biologici. Contrariamente alle cristallizzazioni di Masaru Emoto, qui il metodo è standardizzato e non arbitrario, e convince con la semplicità e la bellezza delle immagini. Per la prima volta la qualità del biologico diventa chiaramente visibile.

Dr. Ruediger Dahlke
medico, psicoterapeuta e autore

 

Questo libro è il risultato di una storia durata trent’anni: da quando ho iniziato a produrre, nel 1981, le prime alternative alla carne, ho iniziato a chiedermi sempre più spesso: Qual è la reale qualità degli alimenti? Le risposte sono maturate nel tempo, nel corso di anni di meditazioni quotidiane, e sono arrivate come un dono dall’alto, un’illuminazione interiore: gli alimenti sono coscienza, e purezza e amore sono le qualità più importanti per coloro che li producono. Negli anni ’90 le ricerche di Masaru Emoto sull’acqua ci hanno mostrato quanto sia importante per i nostri alimenti, oltre alla purezza dell’acqua, anche la sua qualità energetica e il suo contenuto di informazioni.
Per conoscere queste caratteristiche fondamentali ma invisibili e perfezionare gli alimenti di Soyana, nel 1996 abbiamo creato il nostro laboratorio per la ricerca sulla qualità sottile, accorgendoci sempre di più che per ottenere una qualità realmente completa dei prodotti Soyana non solo era indispensabile e possibile vitalizzare l’acqua, ma era necessario armonizzare anche gli “influssi” che si trasmettono agli alimenti: la corrente elettrica, il gas e anche l’aria.
Nel 2000, in occasione del ventesimo compleanno di Soyana, abbiamo girato il film Alimenti per vivere, che in 40 minuti illustra i 4 principi fondamentali di Soyana sulla qualità: 1) alimenti vegetali, 2) da agricoltura biologica, 3) con un’elevata energia sottile e 4) prodotti con coscienza.
Il team di Soyana ha mostrato il film ai nostri clienti nel corso di 100 serate organizzate in ogni parte della Svizzera, riscuotendo un grande successo. Ogni sera molti clienti ci hanno stretto calorosamente la mano chiedendoci di proseguire nel nostro lavoro (il film è ora visibile sul sito www.soyana.ch nella sezione Qualità).
Migliaia di immagini del laboratorio LifevisionLab ci hanno mostrato che esistono differenze sorprendenti tra i vari alimenti: abbiamo scoperto immagini meravigliose e altre devastate e mi sono accorto che la natura dell’immagine è in relazione con i metodi di coltivazione e di produzione. È nata così l’idea di mettere queste immagini a disposizione dei consumatori perché potessero compiere scelte alimentari consapevoli.
Ho esposto la nostra idea al BAG (Bundesamt für Gesundheit, Ufficio Federale della Sanità Pubblica), l’ente preposto alle dichiarazioni nutrizionali, chiedendo che venisse creato un gruppo di lavoro con l’obiettivo di studiare il modo di mostrare in etichetta l’energia ordinatrice degli alimenti. Ho presentato un’ampia documentazione, ma la responsabile, anche se personalmente molto interessata, mi rispose che non sarebbe stato possibile creare un gruppo di lavoro finché il metodo non fosse stato ufficialmente riconosciuto a livello scientifico, ovvero finché non fosse stato inserito nell’insegnamento del Politecnico Federale della Svizzera.

Rimasi molto deluso, perché sapevo che non sarebbe mai successo.
Il rifiuto da parte degli esperti del BAG anche solo di discutere più approfonditamente su come informare meglio i consumatori mi ha fatto riflettere, perché secondo le loro dichiarazioni ufficiali il raggiro dei consumatori è il reato peggiore: questo è vero, ma non viene chiarito come aiutare i consumatori a non farsi raggirare, come accade invece oggi a milioni di persone. Mi sono reso conto che paradossalmente il principale interesse degli esperti e dei responsabili della qualità alimentare non è questo aspetto, ma il mantenimento dello status quo, in cui il loro posto è assicurato. La conclusione più logica è quindi che l’unica possibilità di migliorare la qualità degli alimenti risiede negli stessi consumatori, gli unici ad avere realmente l’interesse, la motivazione e la forza di cambiare le cose.

Le persone devono essere informate perché sono loro a decidere, attraverso i loro acquisti, quali alimenti devono essere prodotti. Solo la pressione dei soggetti interessati può migliorare la situazione: dal punto di vista dello status quo ciò rappresenta una rivoluzione, ma in realtà si tratta solo della realizzazione di un cambiamento necessario, e i tempi sono maturi.
Quest’esperienza mi ha fatto capire due cose: la prima è che avrei dovuto scrivere un libro con cui poter raggiungere il maggior numero possibile di consumatori, la seconda è che io e il mio team avremmo dovuto condurre e finanziare da soli il lavoro di ricerca, nonostante lavori di simili dimensioni ricevano di solito consistenti finanziamenti.
Sono molto grato di essere riuscito a portare a termine questo progetto, anche se ci è costato tempo libero e una lunga attesa, mentre altri progetti avevano la precedenza: è bello che ancora oggi siano i singoli individui a compiere imprese pionieristiche.
L’obiettivo di questo libro è aprire una finestra su un aspetto della realtà finora ignorato, per poter dare l’impulso a nuove scoperte e suscitare migliaia di nuove domande per le quali trovare le risposte. Alla fine del libro troverete dei suggerimenti e proposte.
È una grande gioia sapere che queste immagini possono rivelare a sempre più persone la meravigliosa bellezza del creato e che tutti noi, se agiamo in maniera saggia, possiamo nutrirci della sconfinata bellezza e della salubrità della natura attraverso il cibo.

Walter  Dänzer

Sull’autore

Walter Dänzer è nato nel 1947, l’ultimo di tre figli in una famiglia operaia che abitava in un paese vicino a Zurigo, dove ha trascorso un’infanzia felice. Il padre andava al lavoro presso l’azienda Maggi in bicicletta ed è stato per molti anni consigliere comunale. Il figlio più piccolo studiò diritto ed economia all’Università. Dopo l’Università , mentre era assistente scientifico di politica agraria, scrisse una tesi di dottorato e fondò un gruppo interdisciplinare tra i settori dell’economia, dell’agronomia, della sociologia e della psicologia per sviluppare un nuovo orientamento in politica agraria, ormai improntata a un obsoleto modello basato sulla chimica e sulla produzione industriale. Visitò molte aziende per conoscerne i problemi. Nella sua tesi di dottorato del 1974 propose un nuovo orientamento per la politica agraria verso obiettivi di tutela della salute e dell’ambiente attraverso l’incentivazione dell’agricoltura biologica, la premiazione di tre produttori biologici ogni anno con proiezione di un film sulla televisione svizzera. In questo modo sarebbe stato possibile creare una significativa domanda di prodotti biologici e incentivare i produttori alla conversione. Il lavoro di dottorato, però, fu considerato poco scientifico e le conclusioni del gruppo di lavoro furono ignorate.
Deluso, Walter Dänzer si allontanò dalla società ritirandosi sui monti, dove grazie a un gruppo imparò l’autosufficienza. L’esperienza della vita in mezzo alla natura e il movimento all’aria aperta lo portarono dalla mente al cuore: tutti impararono che è necessario lavorare di più su di sé. A Zurigo, in inverno, intraprese il suo cammino spirituale e decise di andare per un altro anno sulle montagne, stavolta da solo sulle Alpi, a 1500 metri d’altezza. La semplicità della vita nella natura e l’intensa meditazione gli trasmisero una fiducia profonda nell’indistruttibilità della natura e gli indicarono quale ruolo che avrebbe potuto avere nella società.
Dopo aver lavorato tre anni come responsabile delle vendite e della pubblicità in tre case editrici di Zurigo, nel 1981 ha fondato l’azienda Soyana, proponendo per primo in Svizzera dei prodotti a base vegetale alternativi alla carne; l’introduzione della carne di soia e del tofu è stata accompagnata da un best-seller e da centinaia di corsi di cucina. In una lunga storia di successo, il suo team ha prodotto sinora più di 100 alimenti vegani biologici per il mercato svizzero. I prodotti di Soyana, innovativi e di alta qualità, hanno ben presto suscitato interesse anche nei paesi vicino alla Svizzera.
Ispirato e incoraggiato dal suo amico e maestro spirituale Sri Chinmoy, ha partecipato come cantante a centinaia di concerti di musica dell’anima in vari paesi, ha tenuto gratuitamente corsi e seminari per le persone in cerca di spiritualità e a 41 anni ha corso la sua migliore maratona con un tempo di 2:31, classificandosi tra i primi 10 su 5000 partecipanti.
Nel gennaio del 2013 ha aperto a Zurigo il primo ristorante vegano della Svizzera, dove viene proposto anche Vegelato, un ricco assortimento di gelati vegani bio secondo la qualità svizzera.PER VEDERE ED ACQUISTARE IL LIBRO:  CLICCA QUI

I Vini di Luce della Coop Vino Nuovo sono stati prodotti con tecniche agronomiche innovative (Agricoltura della Luce e del Carbonio” e analizzati dal Laboratorio Vision Lab di Zurigo.

In questo articolo potete trovare il filmato ottenuto dalle prove cristallografiche sui Vini di Luce. Sono stati classificati con il massimo punteggio, addirittura come “vini terapeutici”.

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